CURVA SUD ERMINIO FAVALLI

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NOTIZIE INERENTI AL MONDO ULTRAS, DAL MONDO
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PER AMORE DEL GIOCO

Pubblichiamo la lettera che Anthony Weatherill ha inviato al Centro Coordinamento Toro Clubs granata in occasione della riunione che il Coordinamento ha organizzato alle 21.15 di stasera presso il TC Borgo Vittoria per dibattere, tra gli altri argomenti, anche della tessera del tifoso.

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di Anthony Weatherill


Cristiano Ronaldo scende in campo per la partita di qualificazione decisiva del suo Portogallo ai mondiali 2010 e si infortuna, scatenando le ire del suo club di appartenenza, il Real Madrid. Cassano probabilmente non andrà ai mondiali con gli azzurri, Amauri invece sì. Tardelli esulta come un forsennato in panchina, al gol dell’Irlanda contro l’Italia. Manco fosse nato nella contea di Cork, piuttosto che nell’italica Garfagnana. Sono fatti apparentemente slegati fra di loro, ma solo apparentemente. Questi fatti sono tra le tante spie di qualcosa che sta sempre più allontanando il calcio dai suoi valori originari. Io so che sto parlando alla platea giusta, sono infatti a conoscenza della difesa ad oltranza dei tifosi dal toro di ciò che resta del mitico Filadelfia, ormai ridotto a perimetro dei loro ricordi e dei loro valori d’appartenenza. Sicuramente loro capiranno il mio stupore nel vedere le proteste di un club, che pretenderebbe di superare le ragioni del cuore di un giovane ragazzo portoghese, che piuttosto dovrebbe essere pronto a scendere con le stampelle sul campo, per onorare la sua gente e il posto dove è nato. L’infortunio lo terrà lontano un mese dai campi di gioco? Metterà in crisi l’enorme investimento economico della Casa Blanca? E allora? Forse che uno per i soldi uno deve persino dimenticarsi chi è e da dove viene? I soldi del calcio moderno sono giustificati a comprarsi un’anima, se solo lo ritenessero giusto per il loro moltiplicarsi? E ancora: può un brasiliano, per quanto forte, andare ai mondiali con la casacca azzurra al posto di un italiano? Può un uomo entusiasmarsi dopo aver colpito le proprie radici? E’ questo il motivo per cui abbiamo amato il calcio? Mi verrebbe da dire che questo è un mondo che sta lentamente impazzendo sempre di più. Impazzendo in modo inesorabile, verrebbe da dire. Allora va anche bene che un ministro possa distruggere la voglia di rendere le mie azioni imprevedibili. Ho sempre visto lo stadio alla stessa stregua di una donna amata, che mi attende sospirando dal balcone dei miei desideri. Mi alzo la mattina, guardo fuori dalla finestra, e decido improvvisamente di andarla a trovare la mia donna. Allora mi vesto di corsa, perché la passione ormai mi sta prendendo sempre di più. Poi ad un tratto ricordo che non ho la tessera del tifoso del ministro di turno, e allora non posso andarla a trovare questa donna amata. Il mio amore o è schedato, o non è vivibile. Nemmeno la tessera del pane del ventennio fascista era così paradossale(quella infatti non era un paradosso, ma una cosa tragicamente seria). Ed è in questo paradosso(come quello di Ronaldo, Cassano, Tardelli), che si sta consumando l’ennesimo colpo mortale al nostro amato gioco del calcio. Perché il paradosso, si sa, se non si corregge, rischia facilmente di scivolare nel dramma. E quale è il dramma peggiore che può colpire uno sport come il calcio? Sicuramente l’apatia all’evento sportivo come avvenimento d’amore e di passione. Ormai il tifoso sta sempre più diventando telespettatore, e la sua visione di una partita di calcio è soggetta più alla curiosità dell’evento che alla partecipazione di un atto d’amore. E senza amore non c’è nostalgia, e senza nostalgia non c’è leggenda. La vera colpa della tessera maroniana è proprio quello di essere l’ennesimo complice che la televisione trova sulla sua strada, nella pervicace demolizione di ogni fantasia umana. Il processo, non mi stancherò mai di ripeterlo, è culturale. Mi duole dirlo, cari amici del toro, ma di questo passo i vostri figli assisteranno ad un partita di calcio con le stesse emozioni di un gioco alla play station. Tutto artefatto, tutto virtuale. Tutto strutturato per essere una macchina di soldi e potere. Perché il calcio, oggi, o viene utilizzato per macinare soldi, o per macinare visibilità. Io credo che i tifosi non debbano cadere in questo meccanismo perverso, e che debbano andare nel cuore delle cose. Come ho già detto in altre occasioni, essere uniti non vuol dire annullare le differenze, che sono il sale di ogni competizione sportiva. Il giorno in cui i tifosi riusciranno a trovarsi tutti insieme all’interno di una carta di appartenenza da loro gestita, sarà l’inizio di una magica avventura che potrà contribuire a fare ritornare ciò che il calcio è sempre stato: uno sport che crea memoria, passione, divertimento, racconto. La tessera di Maroni non può andare non perché schedi qualcuno o qualcosa( sarà bene essere chiari su questo punto: nelle società moderne siamo talmente attorniati da mezzi tecnologici e informatici che non è proprio possibile non essere schedati), ma piuttosto perché si è scippata un’idea ai tifosi per traghettarla verso il nulla del biglietto nominativo. Io credo che, tra qualche tempo, cesserà l’utilità politico/mediatica della tessera del tifoso, che verrà accantonata e dimenticata in qualche polveroso archivio del Viminale. Allora di tutte queste polemiche di oggi cosa sarà rimasto ai tifosi? Nulla, temo. La Carta del Tifoso, per funzionare e lasciare una traccia nella storia, deve essere uno strumento di azione attiva, un catalizzatore di creatività ancora inespresse. Le vicende di Cristiano Ronaldo, Cassano e Tardelli stanno lì a dimostrare che si tende sempre più ad annullare i valori fondanti del successo del gioco del calcio, che è strettamente collegato all’identità. Spesso, molti osservatori ed intellettuali, con aria snob ricordano che il calcio non è come il rugby, che dal rugby gli appassionati di calcio dovrebbero imparare qualcosa, come il famoso terzo tempo, per esempio. Questi intellettuali, che rimangono silenziosi e immobili di fronte al consegnare il calcio alle tv per trasformarlo in spettacolo di intrattenimento televisivo, dimenticano che i tifosi del calcio non sono, appunto, come quelli del rugby. Che i due sport sono, appunto, differenti. Che se i tifosi del calcio fossero attirati dal sistema rugby seguirebbero, appunto, il rugby. Il calcio ha una sua filosofia e una sua storia, che ha fatto entrare questo sport nell’immaginario di generazioni di milioni e milioni di persone. Il calcio è una difesa di un’identità, e lo sventolare orgoglioso di tale identità. In ogni confronto identitario, c’è un inevitabile scontro. Ciò crea le giuste differenze. Fa specie che proprio ad un ministro leghista, di una Lega che ha nella genesi del suo successo proprio l’orgoglio identitario, sfugga questo concetto. Questo vuol dire accettare la violenza nel calcio? Ovviamente no. Solo chi è in malafede per secondi fini può pensare che gli ultrà vadano allo stadio per picchiare qualcuno. Io rilevo solo che, se si dimentica che il calcio è un esaltazione di un’identità, allora un giorno si arriverà sul serio ad un Cristiano Ronaldo che non scende in campo con la nazionale del suo Paese, per salvaguardare gli introiti del suo club di appartenenza. Quel giorno sarà un triste giorno per il nostro amato gioco, e ci pentiremo, se non prenderemo provvedimenti al più presto, di non averlo saputo difendere adeguatamente. La Carta del Tifoso non può essere un autobus da cui si sale e poi si scende, dopo averla sfruttata per propri interessi. La Carta del Tifoso deve diventare la vera casa istituzionale del tifo organizzato e non, perché è solo diventando un’istituzione che potrà durare in eterno. Di questo ha paura chi gli è ostile, ed ecco perché stanno cercando di neutralizzarla, addirittura copiandola per fagocitarla e poi distruggerla definitivamente. Io sono inglese e mi piace ricordare sempre il primo punto della Common Law, la nostra Costituzione consuetudinaria: “che il Diritto prevalga”, dice il primo articolo fondante della costituzione inglese. Credo molto a questo concetto, su cui si basano tutti i valori fondanti della nostra vita nazionale, del nostro essere british. Io credo che la battaglia sulla Carta del Tifoso debba essere una battaglia per un Diritto che deve assolutamente prevalere sugli interessi economici e di potere. Io credo che la Carta del Tifoso debba essere dei tifosi. Io credo che questa battaglia può, e deve essere vinta, per amore di un gioco che mai potrà essere cancellato dai nostri cuori.

Con Affetto
Anthony Weatherill


Liberazione Animale. Molte persone riconoscono queste due parole, pochi capiscono il loro reale significato. Perché se lo capissero farebbero subito qualcosa di concreto.
Quando parliamo di vincere la causa della liberazione animale, intendiamo proprio questo. Lottare per questo, andare in prigione per questo, vincere. Non perdete tempo a parlarne, bevendo birra al pub o mangiando polpette vegetali. Andate là fuori e vincete! Per alcuni di noi la causa della liberazione animale è una guerra che intendiamo vincere. Se falliremo sarà perché non abbiamo dato il massimo o perché non ci abbiamo creduto abbastanza. Per alcuni di noi le lacrime sono vere, il cuore si spezza veramente e si è pronti a morire per vincere questa guerra. Se non si agisce si giustifica... se non si combatte, non si vince. E se non si vince si è responsabili delle morti e delle sofferenze che continuano a ripetersi all'infinito... Agli animali non importa niente di come noi intendiamo vincere o perché, tutto ciò che vogliono è avere indietro la loro vita, la loro libertà Ora!




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Alla fine della partita di calcio tra Virtus Casarano e Neapolis alcuni fanatici rosso-azzurri hanno picchiato un extracomunitario solo perché indossava una sciarpa del Lecce. Altri tifosi l'hanno difeso
Vergognoso episodio di violenza, l'altro ieri, alla fine della partita di calcio tra la Virtus Casarano e il Neapolis. Un giovane marocchino è stato selvaggiamente aggredito da un gruppo di giovani, tifosi della locale squadra di calcio, solo perché indossava una sciarpa del Lecce, squadra rivale dei casaranesi. Secondo altre versioni, invece, il pestaggio sarebbe stato fatto anche perché si trattava di un extracomunitario. L'aggressione è avvenuta alla fine della partita, vicino all'ingresso della curva nord, quando i tifosi, delusi per il pareggio della squadra, si erano radunati davanti all'ingresso degli spogliatoi per contestare allenatore e giocatori. Oltre all'inqualificabile pestaggio, c'è da registrare però anche la reazione di altri tifosi contro gli aggressori, che sono riusciti a fermare la furia violenta del branco.
Il giovane extracomunitario, 28 anni, se ne stava per i fatti suoi vicino all'ingresso della curva nord, indifferente a ciò che avveniva nei pressi dello stadio. Era seduto per terra e stava mangiando una porzione di riso che aveva in un piatto di plastica. Quando i tifosi, finita la partita, si sono accalcati vicino agli spogliatoi (che sono attigui alla curva) è cominciata la contestazione contro l'allenatore, Salvo Bianchetti, e contro alcuni calciatori, individuati come i responsabili principali della mancata vittoria e della precaria situazione di classifica della Virus Casarano. Ad un certo punto, improvvisa, è iniziata l'aggressione.
Un gruppetto formato da tre-quattro giovani ha notato lo straniero e, inveendo contro di lui per il solo fatto di portare una sciarpa giallo-rossa del Lecce, prima gli hanno fatto volare il piatto che aveva in mano e poi lo hanno colpito con calci e pugni, scaricando la rabbia per la mancata vittoria della loro squadra. Solo l'intervento degli altri tifosi che si trovavano vicino ha scongiurato un epilogo più drammatico. Lo straniero, infatti, se l'è cavata con qualche contusione. Per lui non è stato necessario il ricorso a cure mediche. Uno dei tifosi che si sono prestati a difendere l'extracomunitario è venuto alle mani con gli assalitori ed è stato colpito con un pugno al labbro inferiore.
L'aggressione all'inerme marocchino ha suscitato sdegno e rabbia tra i tifosi e anche tra coloro che non frequentano abitualmente lo stadio. Una donna che ha assistito al pestaggio ha dichiarato che "questi episodi non sono degni di una città e di una tifoseria civile. Ero andata allo stadio per divertirmi ed avevo accompagnato i miei figli che hanno purtroppo visto questa crudeltà: cosa insegniamo ai bambini? A prendere a botte una persona solo perché ha una sciarpa o una maglietta di un'altra squadra? Io alla partita non ci vengo più. Se allo stadio viene questa gente, le famiglie preferiscono rimanere a casa". Bisogna aggiungere che dopo il pestaggio è cominciata una spontanea gara di solidarietà tra i tifosi, quelli veri, che hanno aiutato l'extracomunitario ad rimettersi in piedi e gli hanno comprato qualcosa da mangiare.


SIRACUSANI

Bari - Ancora uno stop per i tifosi del Siracusa Calcio. Anche la trasferta di Monopoli, prevista per domenica prossima, è stata interdetta ai sostenitori azzurri in seguito ad un’ordinanza del prefetto di Bari. L’incontro Monopoli - Siracusa, valevole per il campionato nazionale di calcio di 2° divisione girone C, è stato definito ad alto rischio dall’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, con la conseguenza che il rappresentante del Governo ha emesso un’ordinanza che prevede l’eliminazione del “settore ospiti” dello stadio Vito Simone Veneziani di Monopoli. Il prefetto, inoltre ha ordinato la vendita dei tagliandi, con l’incedibilità del titolo, ai soli residenti della provincia di Bari. Ai tifosi del Siracusa, dunque, è inibito recarsi a Monopoli.
L’ultima trasferta negata ai sostenitori azzurri era stata quella Melfi, con una ordinanza del 16 settembre emanata dal prefetto di Potenza, che aveva vietato l'accesso ai tifosi siracusani in occasione dell'incontro Melfi-Siracusa , finito poi tre a zero per i lucani.

QUATTRO BARESI

Quattro tifosi del Bari sono stati arrestati a Verona per scontri con supporter del Chievo. L’episodio è avvenuto ieri pomeriggio nei pressi dello stadio Bentegodi, dove si è disputato l’incontro di campionato tra le due squadre.

I quattro aggressori sono tutti originari della provincia barese: si tratta di due ragazzi di Molfetta, di 32 e 34 anni, un trentunenne di Bisceglie e un ventiquattrenne di Terlizzi.

I quattro avrebbero aggredito senza alcun motivo due tifosi del Chievo con calci, pugni e con l’utilizzo di una cintura, di due aste di bandiera ed una bicicletta. L’intervento dellla polizia ha evitato il peggio alle vittime, bloccando i quattro baresi, arrestati per lesioni personali aggravate e per reati in materia di manifestazioni sportive.

I due giovani veronesi, ricorsi alle cure del pronto soccorso dell’ospedale di Borgo Roma, sono stati dimessi con prognosi di sette e 21 giorni. Per i quattro baresi, giudicati questo pomeriggio per direttissima, è stata disposta dal giudice scaligero la custodia cautelare in carcere. A seguito della richiesta dei termini a difesa da parte degli avvocati, l’udienza è stata rinviata a fine mese


CONVEGNO A BOLOGNA
Il rito, la tribù, i miti del calcio e i suoi divi. Ma soprattutto, il campo, l’arena o, meglio, il luogo in cui la competizione si svolge. Semplice gioco? Solo sport? Solo passione, che non tocca le cose “serie” della vita e della società?

Nell’ottica del villaggio globale in cui tutti viviamo, vi è molto di più nel calcio in mondovisione: questo fenomeno rispecchia le trasformazioni, le differenze e le peculiarità della nostra epoca. Si perché il calcio è cultura, e oggi la cultura, grazie ai media, è ovunque. Il calcio non è solo uno sport, ma una fede, una passione, un rituale che si compie ogni domenica, uno straordinario generatore di simboli: insomma, un vero e proprio “fatto sociale totale”, per usare i noti termini del sociologo Marcel Mauss. Il calcio condiziona la cultura da cui proviene ed al contempo ne è condizionato. Include così arte, creatività, tifo, riscatto sociale; dramma e mito; gioia o amarezza per un popolo intero. Ma soprattutto è gioco, anche se troppo spesso ormai si confonde con business, successo, “calciopoli”, talora anche con violenza, pregiudizi e razzismo.

Le trasformazioni avvenute negli ultimi 100 anni lo hanno visto abbandonare le vesti di fenomeno di nicchia per approdare allo status di evento mondiale, reso globale dalla televisione in diretta nelle virtù e nelle gesta, ma anche nei “vizi”. Gli stessi atteggiamenti dei tifosi sono cambiati, ormai in troppi stadi anche italiani avvengono episodi quello stile di civiltà che dovrebbe accompagnare ogni prestazione sportiva. Bologna e i tifosi rossoblù sono appassionati, però nel corso di una storia centenaria hanno sempre saputo distinguersi per civiltà, anche nei momenti più bui. Perché un tifo diverso è possibile e i protagonisti in campo possono assumere un ruolo forte anche perché sostenuti da comportamenti civili sugli spalti.

Di questi temi si parlerà mercoledì 21 ottobre 2009 dalle ore 15.00 alle 17:30 presso l’Aula Absidale di Santa Lucia – Via De’ Chiari 25/a (Bologna), all’interno del Convegno dal titolo “Bologna e il calcio: 100 anni di civiltà. Colloquio sulle prospettive dello sport”, iniziativa nell’ambito della VI edizione della Festa della Storia di Bologna. Parteciperanno al convegno: Arrigo Sacchi (Allenatore e commentatore sportivo), Carlo F. Chiesa (autore de “Il Secolo Rossoblù”, opera ufficiale del Centenario Bologna FC 1909); Stefano Martelli (Sociologo e Direttore dello SportComLab–Laboratorio di Comunicazione sportiva dell’“Alma Mater Studiorum”-Università di Bologna); Marco Poli (Storico). L’occasione è utile per riflettere sul calcio come sport che offre straordinarie possibilità di conoscenza, di incontro di popoli e culture, di contaminazione di pratiche sportive “socialmente responsabili”. Il calcio dunque come veicolo di valori positivi, esercizio di civiltà e di umanità, arena di socializzazione ma anche di educazione ed apertura all’ “altro diverso da me”.

(Stefano Martelli – Ordinario di Sociologia generale presso la Facoltà di Scienze motorie Delegato del Preside per la Comunicazione sportiva)


IN RICORDO DI PAPARELLI
Presentazione del libro su Paparelli il 28 Ottobre al Circolo Canottieri Lazio, con la Polisportiva e il Comune di Roma



E’ un fiume in piena Gabriele Paparelli, a pochi giorni dalla presentazione del libro “Cuore Tifoso”, scritto da Maurizio Martucci per ricordare Vincenzo Paparelli nel trentennale dalla tragica morte nel derby del 1979: “La grande famiglia Lazio non si è dimenticata di mio padre: il libro sarà presentato in una delle case della lazialità, sulle rive del Tevere, dove quasi 110 anni fa la Lazio è nata. Sono orgoglioso, abbiamo lavorato quasi un anno intero a questo progetto: servirà per non scordare papà, per non dimenticarlo attraverso pagine di inchiostro e sangue! Auspico una grande giornata di memoria e solidarietà, per rendere omaggio ad un tifoso biancoceleste scomparso in un modo incredibile! La Lazio calcio? Lotito? Non s'è fatto sentire nessuno, sono deluso! Per la prima volta dopo 30 anni esce un testo che racconta la tragedia familiare dei Paparelli. C’è tutto il mio vissuto, il dolore di mia madre Vanda. Certo, presentarlo all'Olimpico nel giorno dell’anniversario prima di Lazio-Cagliari, emotivamente sarebbe stato più forte.... Lì dentro mio padre c'è morto, capite, c'è morto...”


Il 28 Ottobre 2009 l’appuntamento è alle ore 17.00 al Circolo Canottieri Lazio. Grazie all’interessamento dei presidenti del CCLazio Alfonso Rossi e della Polisportiva Lazio Antonio Buccioni, sul Lungotevere verrà presentato in conferenza stampa il saggio di Martucci, proprio nel giorno del trentennale della morte di Vincenzo Paparelli. Tra gli altri hanno aderito gli ex giocatori laziali Massimo Cacciatori, Renzo Garlaschelli, Bruno Giordano e Pino Wilson (tutti in campo in quel maledetto derby), oltre all’attore Pino Insegno che in una lettura appassionata interpreterà un brano di “Cuore Tifoso”. Il saggio apre con la prefazione del Sindaco di Roma Gianni Alemanno e in rappresentanza del Comune di Roma ci sarà il Delegato allo Sport On. Alessandro Cochi. Prevista anche la signora Vanda, che in quella domenica del 1979 era in Curva Nord accanto al marito Vincenzo. Dopo la presentazione, Gabriele Paparelli andrà regolarmente a vedere Lazio-Cagliari: “Come sempre in Curva Nord, nel settore ex distinti, dove sicuramente sarebbe andato anche papà. Con me porterò un fiore: lo deporrò sotto la targa affissa dal Comune di Roma e dai ragazzi della curva a perenne memoria di Vincenzo Paparelli.”


Infine da oggi è attivo su internet il sito www.cuoretifoso.it. Attraverso un blog, chiunque potrà lasciare messaggi, pensieri e parole per ricordare Vincenzo e scrivere direttamente al figlio Gabriele. "Prometto: risponderò a tutti...." Per non dimenticare, davvero!


Liberazione Animale. Molte persone riconoscono queste due parole, pochi capiscono il loro reale significato. Perché se lo capissero farebbero subito qualcosa di concreto.
Quando parliamo di vincere la causa della liberazione animale, intendiamo proprio questo. Lottare per questo, andare in prigione per questo, vincere. Non perdete tempo a parlarne, bevendo birra al pub o mangiando polpette vegetali. Andate là fuori e vincete! Per alcuni di noi la causa della liberazione animale è una guerra che intendiamo vincere. Se falliremo sarà perché non abbiamo dato il massimo o perché non ci abbiamo creduto abbastanza. Per alcuni di noi le lacrime sono vere, il cuore si spezza veramente e si è pronti a morire per vincere questa guerra. Se non si agisce si giustifica... se non si combatte, non si vince. E se non si vince si è responsabili delle morti e delle sofferenze che continuano a ripetersi all'infinito... Agli animali non importa niente di come noi intendiamo vincere o perché, tutto ciò che vogliono è avere indietro la loro vita, la loro libertà Ora!




DEDICATO A BARRY HORNE (1952-2001)



 
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ULTRAS DORIANI CONRO IL CAROPREZZI

"La nostra fede non ha prezzo, la vostra vergogna sì...30 euro. Ladri". Con questo striscione apparso durante Sampdoria-Bologna, ma nella ripresa ne sono apparsi altri, i tifosi blucerchiati hanno voluto esprimere il loro plateale dissenso nei confronti della politica dei prezzi per il settore ospiti attuata della Juventus, prossima avversaria proprio della Sampdoria. "Padre 30 euro+madre 30 euro+figli 60 euro=120 euro. Famiglia allo stadio? Sì, ma quella degli Agnelli", queste le accuse espresse dalle frange più calde del tifo sampdoriano che seguirà comunque in massa la squadra mercoledì sera all'Olimpico di Torino nel turno infrasettimanale


CRISTIANO
“Un modello di tifo ultrà”, la Curva Sud secondo Cristiano Lucarelli. Negli anni ‘80, però. Perchè oggi, al centravanti del Livorno, prossimo avversario della Roma in campionato, il cuore del tifo giallorossso piace meno: “La Roma mi sta simpatica. La sua curva negli anni ottanta era un modello di tifo ultrà, ora mi piace molto meno“. In un’intervista alla Gazzetta dello Sport, Lucarelli ha anche ammesso di essere stato vicino a vestire la maglia della Roma: “Anni fa sfiorai l’approdo in giallorosso. Mi cercò Capello nel 2003“. Sul neo arrivato Cosmi: “E’ l’uomo giusto per questa squadra. Ha già messo mano a 2-3 cose importanti“.


VIAREGGIO ULTRAS SOTTO ATTACCO

VIAREGGIO - Piu' di cento agenti di polizia hanno perquisito le abitazioni di una trentina di ultras viareggini che aggredirono un gruppo di tifosi lucchesi ad Arezzo all'inizio del mese.
Blitz della polizia nelle case degli ultras

Blitz della polizia nelle case dei tifosi del Viareggio che aggredirono un gruppo di tifosi lucchesi ad Arezzo all'inizio del mese. Piu' di cento agenti delle Questure di Arezzo e Lucca e dei commissariati di Viareggio e Forte dei Marmi hanno perquisito le abitazioni di una trentina di ultras viareggini, operando, sembra anche il sequestro di materiale di vario tipo. I fatti risalgono al 4 ottobre scorso quando i tifosi diretti a Perugia a bordo di tre pulmini per l'incontro dell'Esperia con la squadra locale, in localita' Palazzo del Pero, in provincia di Arezzo, incrociarono un gruppo di tifosi rossoneri diretti a Gubbio per la gara della Lucchese. Secondo la ricostruzione operata dalla Polizia i viareggini tirarono alcune pietre contro i mezzi su cui erano a bordo i lucchesi, arrivando anche a prendere a sprangate un'auto dei supporters rossoneri. Sul posto intervenne la polizia che identifico' i tifosi viareggini. Venti giorni dopo e' scattata la perquisizione delle loro abitazioni.





Giacomo Russo Spena
INTERVISTA. Per Lorenzo Contucci: «Gli impianti sportivi del futuro sono concepiti in funzione del dio denaro».
«Si vuole operare una vera e propria sostituzione dei tifosi di calcio, in favore delle categorie più agiate. Una sorta di pulizia etnica di classe». Lorenzo Contucci, avvocato di molti ultras ed esperto del pacchetto antiviolenza, non vuole sentir parlare della nascita di “stadi polifunzionali e produttivi” in Italia: «Non sono contrario agli impianti di proprietà - dice ma con questa legge i criteri di costruzione non terranno presente le passionalità dei supporter. Campo Testaccio era la struttura della Roma ma era scoperto, di legno e con prezzi popolari».

L’intento è quello di far ritornare le famiglie negli impianti e di emarginare il tifo violento?
Detesto l’idea di poter comprare un telefonino in uno stadio, come se non ci fossero abbastanza centri commerciali per la città. La gente comune continuerà ad andare allo stadio solo occasionalmente. Del resto il solo costo dei biglietti per una famiglia di 4 persone si aggira sui 200 euro. Quanti potranno permetterselo? E nessun impatto ci sarà sulla violenza: da diverse decadi gli incidenti avvengono fuori gli stadi e non dentro.

Ma in Inghilterra funziona così da anni.
Innanzitutto lì gli stadi sono sempre stati di proprietà e, a differenza di quanto propone questa legge, non sono stati costruiti in periferia e con i soldi pubblici. Molti club d’Oltremanica hanno adesso i conti in rosso. È il capitalismo esasperato che ha rovinato tutto. L’Emirates, il nuovo impianto dell’Arsenal, è popolata solo da chi può permetterselo. Chi ha un basso salario non può andarci.

La sorprende che la proposta venga da uno schieramento bipartisan?
No. Vedo sempre meno differenze tra centrodestra e centrosinistra su provvedimenti del genere.

Intanto gli ultras vanno all’attacco.
Quel che si teme, a ragione, è che i nuovi stadi tengano conto di tutto tranne che dei veri tifosi. Il rischio è la perdita pressoché totale della passionalità, che ha bisogno del concentrarsi sull’evento e non sulla nuova marca di jeans in vetrina.

Vede similitudini con la tessera del tifoso?
Entrambe le norme hanno alla base il medesimo progetto economico: gli stadi del futuro sono concepiti in funzione del dio denaro. Chi dissente deve esser fatto fuori. Molti ultras sono ormai rassegnati a perdere definitivamente il loro giocattolo.


TAGLIENTE RIMBORSA
NAPOLI (23 ottobre) - Settore ospiti chiuso, con conseguente possibilità di rimborso dei 722 biglietti già venduti ai partenopei, per la partita Fiorentina-Napoli in programma domenica a Firenze.

«L'iniziale apertura delle istituzioni alla trasferta nel capoluogo toscano - spiega una nota - è stata rivista in relazione al comportamento dei tifosi napoletani in occasione dell'ultima gara in casa».

Oggi, il questore di Firenze Francesco Tagliente ha presieduto il tavolo tecnico illustrando le prescrizioni per la trasferta dei tifosi ospiti. Fra le misure: «vendita dei tagliandi valida solo per i settori della tifoseria locale, esclusione dalla vendita dei tagliandi anche via internet ai residenti in Campania, incedibilità del biglietto con esclusione degli abbonamenti».

La Fiorentina, aggiunge la nota, «ha ribadito la possibilità di rimborso dei tagliandi già acquistati: al momento, dei 722 biglietti venduti per il settore ospiti ai tifosi partenopei prima della previsione delle limitazioni sulla trasferta, sono pervenute già 270 domande di rimborso».

AJAX-DINAMO ZAGREB

La polizia ha annunciato di aver arrestato dozzine di hooligans ad Amsterdam, dopo che alcuni scontri erano scoppiati nel quartiere a luci rosse della città olandese. Il tutto prima della sfida di Europa League tra Ajax e Dinamo Zagabria.

Il portavoce della polizia di Amsterdam, Nabil Ou-Aissa, ha detto che molti degli hooligans arrestati sono tifosi dell'Ajax che sono stati fermati per disturbo della quiete pubblica e oltraggio a pubblico ufficiale.


ANCHE I SUDAFRICANI SCHIFANO L'ITALIA
JOHANNESBURG - I giubbotti antiproiettile consigliati dalla sicurezza tedesca ai giocatori della nazionale, hanno riportato a galla il problema della sicurezza in Sudafrica. Fattore da non sottovalutare, anche se il portavoce della polizia sudafricana Vishnu Naidou, coordinatore delle attività legate al Mondiale di calcio, getta acqua sul fuoco nonostante l'alto tasso di criminalità indicato dalle statistiche. E non mancano frecciate all'Italia: "Dite agli italiani che possono venire tranquillamente in Sudafrica. Qui ci sono posti dove è meglio non andare di notte da soli, ma accade anche da voi. Ditemi due città... Napoli e Catania? Ok, qui non è peggio di certe zone di queste vostre località".

REPRESSIONE DURA - Naidou avverte sull'eventuale ricorso alla forza da parte delle forze dell'ordine: "A chi verrà con l'intenzione di creare problemi suggerisco di non provocarci perché ai criminali noi rispondiamo per le rime", replicando anche all'osservazione sul fatto che il Sudafrica nel 2009 è stato il paese con il più alto numero di persone (più di 500) uccise dalla polizia. "Perché non fate notare anche che in 12 mesi ci sono stati anche 109 agenti assassinati in servizio? Da noi i criminali sono estremamente violenti, che prima ti sparano e poi ti parlano, quindi dobbiamo tenere conto delle circostanze, anche se non incoraggiamo i nostri poliziotti ad avere il grilletto facile".

CAPITOLO HOOLIGANS - In vista del Mondiale, molti gli investimenti in materia di sicurezza: saranno al lavoro 1118 commissariati permanenti ed altri 300 creati per l'occasione. In tutto il paese, secondo Naidou, ci sono 183mila poliziotti, 30mila dei quali si dedicheranno esclusivamente al Mondiale, appoggiati da undicimila operatori di compagnie private. Il tutto, tra l'altro, per tenere sotto controllo un fenomeno sconosciuto da queste latitudini. "Gli hooligans qui da noi non esistono - dice il portavoce della polizia - ma ci siamo preparati al riguardo coordinandoci con l'Interpol e le polizie di tutto il mondo. Stiamo facendo una campagna d'informazione per sapere che qui in Sudafrica non si può bere in pubblico. Dovranno adeguarsi anche i tifosi inglesi, a meno che i politici non deliberino una deroga in questo senso: se ne sta discutendo, così come per la prostituzione, che qui è illegale".

IN ITALIA PROBLEMI IRRISOLTI - Infine altra stoccata alla polizia italiana, circa il mancato coinvolgimento in queste attività: "No, perché in tanti anni non siete stati capaci di risolvere il problema della violenza negli stadi. Quindi abbiamo preferito rivolgerci a chi, come i francesi, ha un migliore know how".


IL CASMSSSSSSS SE LA TIRA
(ASCA) - Roma, 22 ott - Il lavoro di prevenzione e repressione del tifo violento sta facendo registrare un ''trend positivo''. L'analisi e' del Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive (Casms) che e' tornato a riunirsi stamane a Roma per esaminare gli incontri con indici di rischio individuati dall'Osservatorio. Una intera sessione della seduta odierna del Comitato e' stata, infatti, dedicata al monitoraggio degli episodi di criminalita' violenta, commessi in occasione di manifestazioni sportive, operato dagli Uffici del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

''I contributi settimanalmente forniti dalle Autorita' Provinciali di Pubblica Sicurezza a consuntivo delle giornate sportive e la scrupolosa osservanza delle direttive impartite dalle Autorita' Nazionali - sottolinea lo stesso Casms - hanno sin qui fatto registrare risultati che confermano un trend positivo nella individuazione dei responsabili puntualmente sanzionati''.

Prova ne e' ''la pronta risposta da parte degli organi investigativi'' per quanto riguarda gli episodi di intemperanze e violenza registrati nell'ultima giornata di campionato, che ha portato, complessivamente, all'arresto di 5 tifosi e alla denuncia di altri 12. Per tutti sono gia' in corso le procedure per l'adozione del provvedimento del Daspo.


I NAPOLETANI RADDOPPIANO
Doppia tegola per i tifosi del Napoli: il Casms gli ha vietato le trasferte di Torino (Juventus-Napoli, 31 ottobre) e Firenze (Fiorentina-Napoli, 25 ottobre). Per quanto riguarda la serie A, il Comitato ha anche deciso la vendita del biglietto singolo per i tifosi ospiti per gli incontri Roma-Bologna, Cagliari-Atalanta e Genoa-Fiorentina, tutte gare considerate a rischio. La chiusura del settore ospiti è stata stabilita invece anche per una serie di incontri delle serie minori: Pescara-Taranto (Lega Pro prima divisione, Pontedera-Ponsacco (serie D), "Milano Rossoblu-Real Torino" (serie A2 Hockey su pista)


ATTACCANTE BOXEUR
LONDRA, 22 ottobre - Il calcio in stile kung-fu di Eric Cantona ai tempi del Manchester United è roba da principianti se paragonata alla furia con la quale Lee Whetter, attaccante del St Austell, si è avventato contro un tifoso avversario dopo essere stato espulso.

FUORI DI TESTA - Durante il derby tra St Austelle e Newquay in Cornovaglia, valido per la South West Peninsula League, l'attaccante ha rimediato un cartellino rosso ma, anziché rientrare negli spogliatoi, si è diretto verso la tribuna dei tifosi avversari e ha aggredito uno dei supporter a suon di pugni. L'episodio ha scatenato una vera e propria rissa che ha coinvolto circa 20 persone. Doppia sconfitta per il St Austell, battuto 4-3 dal Newquay, e per il "pugile-centravanti" Whetter, al quale è stato detto che non giocherà mai più per il suo club. «Proprio non so cosa mi sia successo», ha commentato sconsolato Whetter.


Liberazione Animale. Molte persone riconoscono queste due parole, pochi capiscono il loro reale significato. Perché se lo capissero farebbero subito qualcosa di concreto.
Quando parliamo di vincere la causa della liberazione animale, intendiamo proprio questo. Lottare per questo, andare in prigione per questo, vincere. Non perdete tempo a parlarne, bevendo birra al pub o mangiando polpette vegetali. Andate là fuori e vincete! Per alcuni di noi la causa della liberazione animale è una guerra che intendiamo vincere. Se falliremo sarà perché non abbiamo dato il massimo o perché non ci abbiamo creduto abbastanza. Per alcuni di noi le lacrime sono vere, il cuore si spezza veramente e si è pronti a morire per vincere questa guerra. Se non si agisce si giustifica... se non si combatte, non si vince. E se non si vince si è responsabili delle morti e delle sofferenze che continuano a ripetersi all'infinito... Agli animali non importa niente di come noi intendiamo vincere o perché, tutto ciò che vogliono è avere indietro la loro vita, la loro libertà Ora!




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ANSA) - ROMA, 26 OTT - La Tessera del tifoso e’ stato l’ ultimo argomento di scontro annunciato dagli ultra italiani contro le autorita’ di sicurezza in vista dell’apertura del campionato italiano. Lo strumento voluto dal ministro dell’Interno Roberto Maroni per arginare la violenza degli stadi avrebbe avuto l’ effetto di mettere insieme - con l’ obiettivo di dare battaglia - tifoserie di destra e di sinistra, padani e meridionali, ultras delle squadre di vertice e quelli delle formazioni meno blasonate.
Non e’ questa, pero’, l’unica preoccupazione di investigatori e analisti che da tempo seguono il mondo che gravita attorno alle curve degli stadi. Secondo le piu’ recenti analisi del Viminale, sono ancora 450 i gruppi ultras violenti di cui 234 politicizzati e, tra questi, 61 (nel 2008 erano 58) hanno forti legami con movimenti di estrema destra e 28 sono vicini a formazioni radicali di sinistra. Si tratta dei ‘’soliti noti”: i ‘Bisl’ (Basta infami solo lame) e ‘Tradizione e distinzione’ della Roma, i ‘Mastiff’ del Napoli, la ‘Banda noantri’ della Lazio, le ‘Brigate autonome livornesi’, i ‘Korps’ della Fiorentina, gli ‘Irriducibili’ dell’Inter, i ‘Drunks’ del Catania. Anche in questo campionato dunque, confermano gli analisti, le tifoserie Che saranno seguite con maggiore attenzione sono quelle di Roma, Lazio e Napoli, oltre al alcuni gruppi isolati tra gli ultra’ di Milan, Inter, Juve e Atalanta. E non e’ un caso che la prima decisione del Comitato di analisi sulla sicurezza delle manifestazioni sportive del Viminale, sia stata quella di vietare in occasione della prima di campionato la trasferta dei tifosi romanisti a Genova e di quelli bergamaschi a Roma.
Restano poi i problemi storici: la ‘’saldatura” tra le tifoserie di Roma e Lazio con i gruppi di estrema destra, la vicinanza di alcuni gruppi ultra del Napoli e del Catania con la criminalita’ organizzata, l’estremismo razzista di diverse tifoserie del nord, Inter e Verona su tutte. E, ovviamente, la battaglia a tutto campo contro le forze di polizia, da anni ormai i veri nemici di tutti i gruppi organizzati (che ha raggiunto l’apice in occasione dell’omicidio di Gabriele Sandri) tanto che i servizi segreti, nell’ultimo rapporto consegnato al Parlamento, hanno ribadito che la ”contiguita”’ tra ”frange di tifo organizzato ed estremismo politico”” e’ caratterizzata da una ”forte avversione nei confronti delle forze dell’ordine” che lascia ”ipotizzare, in qualche caso, anche disegni preordinati”.
Ma vi sono anche ”cani sciolti” e piccoli delinquenti - quelli che gli investigatori definiscono nelle indagini ”gruppi disaggregati legati alla malavita” - e gli organici alla camorra e la ‘Ndrangheta. Una problematica legata soprattutto alle tifoserie del sud, ma dalla quale il nord non e’ estraneo. Negli stadi del nord Italia, ad esempio, e’ stata segnalata una ”presenza molto forte” della ‘Ndrangheta collegata allo smercio della droga e alla violenza delle tifoserie”.


Liberazione Animale. Molte persone riconoscono queste due parole, pochi capiscono il loro reale significato. Perché se lo capissero farebbero subito qualcosa di concreto.
Quando parliamo di vincere la causa della liberazione animale, intendiamo proprio questo. Lottare per questo, andare in prigione per questo, vincere. Non perdete tempo a parlarne, bevendo birra al pub o mangiando polpette vegetali. Andate là fuori e vincete! Per alcuni di noi la causa della liberazione animale è una guerra che intendiamo vincere. Se falliremo sarà perché non abbiamo dato il massimo o perché non ci abbiamo creduto abbastanza. Per alcuni di noi le lacrime sono vere, il cuore si spezza veramente e si è pronti a morire per vincere questa guerra. Se non si agisce si giustifica... se non si combatte, non si vince. E se non si vince si è responsabili delle morti e delle sofferenze che continuano a ripetersi all'infinito... Agli animali non importa niente di come noi intendiamo vincere o perché, tutto ciò che vogliono è avere indietro la loro vita, la loro libertà Ora!




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VOLEVAMO I 3 PUNTI, MA POI L’INCIDENTE DI P...

Ieri doveva essere una serata “speciale”, il Toro doveva vincere per agguantare la vetta, erano 3 le cose che la Maratona chiedeva: gli attributi in campo, onorare la maglia e vincere.
Aveva iniziato con P. che lanciava il coro: “GABRIELE UNO DI NOI…” in ricordo dell’assassinio di Gabbo, l’11 novembre saranno 2 anni dalla sua uccisione.
Invece, verso il 25° minuto erano 3 si, ma 3 i metri da dove P. il lancia cori e grande cuore granata, è caduto rovinosamente dalla balconata.
Stava salendo il ritmo della Maratona, ma dopo l’accaduto c’è stato un silenzio catacombale, tutti a soccorrere il nostro beniamino, il nostro fratello, inizialmente si pensava al peggio, dal II anello è scivolato precipitando giù al I, battendo violentemente il capo e la schiena, qualche minuto inerte, sono attimi lunghissimi, attorno a lui tutti ‘immobili’, nel frattempo giungono i soccorsi e dopo qualche istante si riprende, gli mettono il collare e lo imbragano nella barella.
In Curva si sparge la voce e l’unica partita che conta è la salute di P., ma lui non lo vuole il collare, vorrebbe tornare su a dirigere l’orchestra come sempre, è un Toro P. un esempio da seguire, per cuore, passione, umiltà e umanità.
Alla fine lo portano via con l’ambulanza, con lui ad accompagnarlo c’è un altro fratello A., la botta è stata forte e gli accertamenti sono d’obbligo.
I cellulari in curva squillano e gli sms sono tanti, tutti vogliono sapere come sta, le notizie sono abbastanza confortanti, ma bisogna attendere la TAC e il resto degli esami.
Finisce la partita, buttiamo via nel recupero quei tanto agognati 3 punti, ma a nessuno sembra interessare molto, a parte chi va a contestare (giustamente) all’uscita gli innominabili (avessero un quarto del cuore del nostro P.), ma si sa noi ci mettiamo la passione, l’amore, e la dedizione, loro ci mettono solo e sempre il contratto, l’aumento e a volte ci fanno anche il dito, loro sono “Sereni”.
P. è al pronto soccorso del CTO, vuole andare a casa, non ci vuole stare, ma lo convincono portandogli via i vestiti, il bozzo e qualche livido ricordano che non è il caso stavolta, lui è già un eroe, anche senza queste gesta, ma P. è così, è un ULTRAS.
Arrivo a casa, continuo i contatti con chi sa, la notte passa nel dormiveglia, ma il mattino è vicino, mi alzo e il primo pensiero è rivolto a lui, mi accerto delle sue condizioni e finalmente posso tirare un sospiro di sollievo: la TAC e il resto degli esami dice che la pellaccia è dura, ancora un paio di ore e potrà andare a casa.

Ora dopo lo spavento c’è la rabbia, sì la rabbia, perché non è possibile che in balconata non ci sia un palo, come c’era al Delle Alpi o come ad esempio in Polonia, dove addirittura c’è una sorta di protezione per i lancia cori, ma dimenticavo noi abbiamo le leggi sulla sicurezza, noi siamo un paese civile, i pali ce li mettono solo dietro a noi, invece loro si ergono sopra i troni, a volti li usano anche, i ‘’troni’’ per sparare. Grazie Pisanu, grazie Maroni!

Ora non possiamo fare altro che aspettarlo al suo posto lì dove gli spetta, perché P. è il nostro fratello,la nostra guida, senza lui la Maratona è come il Toro senza il Filadelfia.
 
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A Siena si apre la caccia a Stronati: i tifosi invocano anche il Monte dei Paschi...
La tifoseria in agitazione: corteo di protesta già domenica.
19/nov/2009 16.05.38
L'ultimo posto in classifica pesa come un macigno. Dopo alcune stagioni di relativa tranquillità, il Siena è tornato a vivere attimi di tensione. In campo e fuori. I tifosi, nelle ultime ore, hanno deciso all'unanimità di intraprendere una manifestazione pacifica contro la società.

Tra le varie accuse rivolte al presidente Lombardi Stronati, con cui il rapporto della tifoseria si era deteriorato già in estate, quella di non esser riuscito a concludere l'affare Beretta, che avrebbe riportato il tecnico per la terza volta sulla panchina senese. Ma è tutta la gestione di Stronati a lasciare insoddisfatti e fortemente preoccupati. I capi-tifoseria si sono visti martedì sera e hanno deciso di lanciare un corteo, che domenica, prima del match con l'Atalanta, sfilerà da Piazza del Campo fino allo stadio.

Poi, in una nota, gli ultras hanno lanciato un appello alle istituzioni e al Monte dei Paschi, sponsor ufficiale della squadra, affinché prendano atto della situazione e agiscano per il bene della Robur: "Con questa azione - hanno spiegato - intendiamo contestare l'attuale proprietà dell'Ac Siena e chiedere che vengano utilizzate tutte le risorse possibili affinché venga individuata e attuata una soluzione che garantisca una stabilità societaria. Cheideremo un incontro con le istituzioni e con la banca per presentare le nostre richieste. Pur amareggiati per la difficile situazione attuale, non dimentichiamo il nostro ruolo di tifosi e ci stringiamo intorno alla squadra e all'allenatore, garantendo loro il massimo sostegno ed incoraggiamento".

I tifosi restano vicini a Baroni e i suoi ragazzi, ma non hanno più voglia di tollerare il comportamento 'inadeguato' di chi li gestisce.


Samb Today
17 novembre 2009 - ore 00:23

Il calcio del Duemila: Samb-Fermana solo per abbonati
di Pier Paolo Flammini
Invia ad un amico Stampa l'articolo 26 commenti↑ La curva nord dello stadio Riviera delle Palme
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violenza calcioLo ha deciso il Casms, per evitare incidenti tra le tifoserie dopo i fatti dello scorso 4 novembre. Così a rimetterci saranno coloro che nulla hanno a che spartire con quanto avvenuto (ci risulta che i colpevoli siano stati puniti)

SAN BENEDETTO DEL TRONTO - Eccellenza, un inferno. Chi credeva che le "trasfertine" tutte in terra marchigiana o gli incontri con squadre quasi conterranee avrebbero portato il sorriso, dovrà ricredersi. L'ultima è la decisione del Casms (Comitato Analisi Sicurezza delle Manifestazioni Sportive) che ha deciso che Samb-Fermana del prossimo 29 novembre verrà giocata con l'ingresso riservato ai soli abbonati.

La decisione sicuramente è stata presa dopo che lo scorso 4 novembre, a Fermo, un gruppo di 21 tifosi della Samb è stato bloccato a Fermo prima dell'incontro mentre cercavano contatti con gruppi di supporters fermani. Tutti sono stati o diffidati dalla presenza agli incontri della Samb, oppure persino arrestati e condannati.

Era certamente nell'aria qualche decisione a proposito, ma ci si aspettava al massimo il divieto della presenza dei tifosi canarini (d'altronde a quelli della Samb sarà impedito di essere presenti sabato prossimo a Macerata, contro la Vis). Invece la decisione azzera la possibilità, per i non abbonati, di assistere all'incontro: una scelta logicamente incomprensibile, se non con la remota possibilità che qualcuno, da Fermo, venga ad acquistare i biglietti a San Benedetto, allo stadio, per andare nelle tribune dei tifosi della Samb. Pagherà così il giusto (ad esempio tanti bambini) per i colpevoli (che ci risulta stiano già pagando i loro errori, correttamente).

Un calcio che non ci piace più, che si segue più per consuetudine che per passione, con tifosi “ultras” che non sono capaci di autocritica e rinunciare alla violenza come status indispensabile da duri e puri, con leggi repressive che sembrano pensate più per autogiustificare una nuova istituzione burocratica che per risolvere davvero una situazione sempre più annoiante. Il povero tifoso “normale”, tra istigazione reiterata alla violenza e “stadio di polizia”, cosa deve fare?

ALTRE DA CASMS Padova-Vicenza in Serie B del 28 novembre, vendita di un solo biglietto a persona per gli ospiti (anche per Juve-Inter del 6 dicembre). Ebolitana-Battipagliese, Dilettanti, il 6 dicembre, a porte chiuse. Niente ospiti in Atalanta-Roma (Serie A), Pescara-Foggia (Prima Divisione), Castrovillari-Hinterreggio (D), Catanzaro-Siracusa (Seconda Divisione), Napoli-Bari (A), Foggia-Cavese (Prima Divisione). Una curiosità: anche le gare del campionato di hockey sono state oggetto di quest'ultima limitazione: Real Torino-Milano Rossoblu del 29 novembre e Toyota Valdagno-Amatori Sporting Lodi del 5 dicembre.
http://www.sambenedettoggi.it/2009/11/17/8...o-per-abbonati/

 
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Tifosi rossoblù senza biglietto del treno: quattro feriti a Livorno
24/11/2009 - di Città di Genova; Fonte: www.cittadigenova.com
Momenti di tensione e qualche tafferuglio, poco prima delle 19 di domenica, alla Stazione ferroviaria di Livorno: un gruppo di circa quattrocento tifosi genoani, scortato dalla polizia, ha tentato di salire sul treno per il capoluogo ligure senza pagare il biglietto.
Sono scoppiati disordini, in cui due ferrovieri e due poliziotti sono rimasti lievemente contusi.
Al vaglio degli agenti, le immagini delle telecamere di sicurezza e i filmati della scientifica, che aiuteranno ad individuare e denunciare i responsabili dei disordini.






Tensione in Casertana-Casarano: gara sospesa per 2' a causa di una sassaiola degli ultras pugliesi
23/11/2009 - di Interno 18; Fonte: www.interno18.it
I tifosi ospiti costringono la Polizia a spalancare i cancelli entrando senza biglietto. All'8' lancio di sassi e la decisione del direttore di gara. Le due tifoserie sono venute a contatto all'esterno dell'impianto in via Laviano


Prima del calcio di inizio nel settore distinti si ammirano 'strani' spazi vuoti. Gran parte dei tifosi presenti nel settore riservato agli ultras di casa erano risaliti fino all'ultimo gradone per guardare cosa stesse accadendo ai varchi di via Laviano. D'improvviso l'esplosione di un petardo e il fumo di lacrimogeni che si leva in cielo. Cosa sta accadendo? Ebbene basta andare a leggere i dati dei paganti nel settore ospiti per avere una spiegazione. Bel colpo d'occhio per i tifosi del Casarano con circa 150 presnze. I paganti? Appena 42. Ecco spiegato. Insomma i primi tifosi giunti al 'Pinto' hanno regolarmente pagato il biglietto accomodandosi sui gradoni della Curva Nord. Quando, poi, è arriva la gran parte della carovana pugliese, si è assistito al tentativo dei tifosi di 'forzare' i cancelli dello stadio per entrare senza pagare il tagliando, nonchè qualche contatto infuocato con gli ultras casertani. Di qui l'esplosione di qualche lacrimogeno da parte delle forze dell'ordine. La Polizia per evitare che altri ultras ospiti venissero a contatto con quelli di casa ha preferito spalancare i cancelli e favorire l'accesso dei suppoters pugliesi. Intanto la Municipale interveniva a chiudere gli accessi in via Laviano dove si sono vissuti momenti di tensione tra le due tifoserie per gran parte della prima frazione gioco.

SASSAIOLA – La gestione della situazione da parte degli agenti (in numero probabilmente inferiore rispetto alle esigenze) non è stata certo delle migliori. Gli ultras del Casarano sono stati fatti accedere allo stadio e prendere posto sui gradoni senza la 'supervisione' di alcun agente. Quest'ultimi, infatti, impegnati a sedare gli animi all'esterno del 'Pinto' non hanno potuto porre in essere nell'immediato un cordone mirato a tener lontano i supporters ospiti (quelli che erano già all'interno) dalla recinzione che separa di qualche metro la Nord dai Distinti. Una distanza, dunque, 'utile' per iniziare a lanciare sassi all'indirizzo del pubblico di casa costretto a concentrarsi nella parte centrale dei distinti. Dopo aver preso atto dello scambio reciproco di sassi il direttore di gara all'8 ha deciso l'interruzione del match chiedendo al capitano del Casarano Calabro di andare a parlare con i propri tifosi. Lo stesso ha fatto Raucci, mentre la gran parte del 'Pinto' iniziava a contestare il comportamento 'provocatorio' dei tifosi ospiti. Fondamentale l'intervento della Polizia che ha finalmente posto in essere un cordone che ha tenuto lontano i tifosi ospiti dalla zona a rischio.

SPARACO E VILLA – Insomma una gara molto sentita e carica di tensione. Nelle battute finali del primo tempo si è registrato addirittura uno scambio di parole molto accesso tra l'attaccante del Casarano Villa e il presidente Sparaco presente a bordo campo. Tutto poi chiarito al termine della partita con una stretta di mano e un abbraccio.


 
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NIENTE TRASFERTA PER I SARDI
Nel campionato di serie A solo una gara a rischio sicurezza, Palermo-Cagliari, in programma il 6 dicembre, per la quale il Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive (Casms) ha deciso la chiusura del settore ospiti.
Il Casms ha inoltre preso atto "del deplorevole comportamento posto in essere dai tifosi del Bari Genoa, in ambito ferroviario, in occasione delle trasferta a Livorno, già rimarcato dall'Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive nella riunione di ieri".in ambito autostradale, in occasione della trasferta a Roma, e da quelli del

C.G.


CATANZARO ULTRAS
(AGI) - Catanzaro, 25 nov. - Una protesta in vista della partita di calcio tra Catanzaro e Siracusa, valida per il campionato di calcio di Seconda divisione. I tifosi della squadra calabrese hanno intenzione di non entrare allo stadio se non sara’ consentito ai supporter della squadra siciliana di assistere all’incontro. Una decisione scaturita dopo la decisione del questore e del Casm di vietare la trasferta. In una nota i tifosi giallorossi si dichiarano “allibiti”. Gli Ultras 1973 in una nota affermano: “Vogliamo esprimere tutto il nostro dissenso verso questa decisione, verso questa partita a rischio, a detta del questore e del Casm, ma che invece a rischio non e’, visto anche il comportamento tenuto in occasione della partita di Coppa Italia della scorsa estate, dove le due tifoserie hanno festeggiato insieme rinsaldando la propria amicizia che li lega da tempo. Si parla di partite vietate, di tessera del tifoso e di far tornare allo stadio famiglie e bambini - aggiungono - ma gli specialisti del settore che attuano queste leggi, non sanno che il cuore dello stadio sono i propri tifosi, i “curvaioli” che sostengono i propri beniamini per novanta minuti e che senza di loro lo stadio sarebbe spoglio e grigio”. La decisione di attuare la protesta e’ stata assunta, sottolineano i tifosi del Catanzaro, “per dare appoggio agli amici di Siracusa che ancora una volta sono stati presi di mira da leggi e provvedimenti inadeguati”. (AGI) Ros/Cli

ULTRAS NO POLITICA
La Spezia. Il gruppo Ultras Spezia si dissocia dalla manifestazione contro gli zingari del prossimo 4 dicembre in piazza Europa dopo che i promotori hanno invitato i manifestanti a portare in corteo vessilli degli aquilotti. "Gli Ultras Spezia - come riporta il Secolo XIX - sono sempre rimasti fuori dalla politica e diffidano a portare in piazza simboli delle Aquile. Chiunque voglia sfilare lo fa a titolo personale. Lo Spezia è amore e passione che prescinde dai partiti".

 
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SCIOPERO DEL TIFO
Atalanta e Lumezzane in campo al Comunale di Bergamo per il quarto turno eliminatorio di Coppa Italia. È partita secca, chi vince va avanti. Confermate le indicazioni della vigilia con mister Conte che adotta il turnover, ma non molto marcato, perché non snobba assolutamente la competizione. Molti cambi nella squadra bresciana che pensa di più al campionato di Prima divisione (l'ex C1).

Stadio quasi deserto e sciopero del tifo per i primi 45' del popolo ultrà in Curva Nord che protesta contro l'orario (ore 15) del match. «Chi decide si deve vergognare, alle 15 la gente è a lavorare» e «Il male non è chi vive di passione ma chi è interessato al business e ai soldi della televisione» si può leggere su due striscioni.

INCREDIBILE MA VERO
TORINO, 26 novembre - Sono al vaglio delle forze dell'ordine i cori razzisti dei tifosi della Juventus. Se per quelli di ieri sera a Bordeaux gli investigatori italiani non possono procedere, perchè pronunciati oltre confine, quelli lanciati domenica sera dagli spalti dell'Olimpico possono invece essere puniti. Le forze dell'ordine italiane possono infatti procedere in base alla cosiddetta legge Mancino. Si tratta delle misure in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa proposte dall'allora ministro dell'Interno - Nicola Mancino - per punire gesti, azioni e slogan che incitano alla violenza o alla discriminazione razziale. Individuare gli autori dei cori non dovrebbe essere difficile. Le telecamere di sicurezza dell'Olimpico riprendono gli spalti dall'inizio alla fine di tutte le partite. Senza contare che i frequentatori abituali della curva bianconera sono noti alle forze dell'ordine. Toccherà poi alla Procura individuare eventuali ipotesi di reato. Nel frattempo potrebbero arrivare l'ennesima pioggia di Daspo, il provvedimento amministrativo che vieta l'accesso allo stadio.

POTENZA ULTRAS C'E'
POTENZA - «Noi ci saremo». I tifosi del Potenza non mancheranno nella lontana trasferta di Portogruaro. Saranno almeno cento i supporter rossoblù (qualcuno azzarda anche il doppio considerati i tanti lucani che risiedono in quella zona) che saranno presenti sugli spalti del piccolo e civettuolo stadio veneto il «Pier Giovanni Mechia» (capianza massimo di poco superiore ai 3 mila posti) inaugurato nel lontano 1947. Nonostante i tanti problemi, le preoccupazioni, i timori per una possibile punizione «esemplare» la tifoseria organizzata del Potenza non si perde d’animo ed è pronta ad accompagnare la squadra anche in questa lunga trasferta (circa mille chilometri) fino alle porte di Venezia. «E' il momento - hanno sottolineato in un comunicato gli Ultrà rossoblù - per tutta la città di stringersi attorno alla squadra, come se ogni partita ogni allenamento fosse una finale per non retrocedere. E' il momento che i potentini dimostrino quanto bene vogliono ai colori rossoblu. Siamo convinti che la passione e l'amore possano essere la migliore soluzione a tutti i problemi che la nostra squadra sta vivendo». Un viaggio della speranza, un viaggio per dare un senso a questa stagione che, se solo si guarda indietro di qualche mese, era partita con ben altri obietti. La carovana rossoblù sarà composita e frastagliata. Nella maggior parte dei casi la distanza sarà coperta in aereo partendo dagli scali di Bari, Napoli e Roma. In molti però hanno scelto le quattro ruote, per un viaggio che si annuncia lunghissimo (circa dieci ore) da vivere tutto ad un fiato. Si diceva dei tanti potentini o lucani residenti nel nord est. Già in passato il sostegno non è mancato, di sicuro l’appello del tifo organizzato della Curva Ovest (uno spicchio si sposterà in Veneto) servirà da traino anche in questa occasione. Dalla capitale ma anche da Bologna, Firenze, dalla Lombardia e dal Piemonte sono attesi decine di tifosi rossoblù per incitare la squadra. Una prova d’orgoglio che darà alla squadra ulteriori stimoli per fare bene in attesa di sapere come andrà a finire l’inchiesta giudiziaria. Ma per un intero pomeriggio conterà solo il campo e quanto la squadra riuscirà a fare contro

 
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DITECELO VOI COME TIFARE ALLORA...

In attesa della Tessera del Tifoso, ancora una volta il settore ospiti dello stadio Atleti Azzurri d'Italia rimane desolatamente vuoto. Entra in campo la Roma per il riscaldamento pre-partita e dalla curva Nord, la parte più calda del tifo atalantino, piovono (è proprio il caso di dirlo) solamente fischi. La dimostrazione di civiltà arriva però dai ragazzi della scuola calcio dell'Atalanta, sistemati in uno spicchio della Tribuna Tevere, che hanno applaudito i giocatori della Roma e in particolar modo Francesco Totti, chiamato a gran voce. Per il capitano anche uno striscione 'Totti, noi come te, a scuola tutti 10'. Ancora una volta Doni, tenuto fuori da Ranieri, decide di non scaldarsi insieme a Julio Sergio ma si limita a fare un po' di torello insieme ai panchinari mentre nonostante il freddo e la pioggia di Bergamo, a differenza dei suoi compagni che indossano la tuta, Riise si scalda con la maglia a maniche corte.

Il clima in Nord è di contestazione, anche se lo striscione apparso prima della gara è più che altro d'incitamento. 'Sentitevi addosso questa maglia. Noi e voi uniti per l'ennesima battaglia'. In Sud invece appare un 'Forza Atalanta. Fuori grinta e orgoglio'. La curva atalantina non perde occasione per tacere e per tutti i novanta minuti non fa altro che insultare Roma e i romani, con il capitano come destinatario preferito degli insulti. Al confronto gli juventini con Balotelli sono dei dilettanti. Protagonista occasionale degli insulti bergamaschi (ma non hanno un coro in favore dell’Atalanta?) anche l'arbitro Tagliavento, reo di fischiare troppo in favore della Roma. Nel finale incandescente piove in campo di tutto, compreso un fumogeno. Per Vucinic, intervistato dalle televisioni come migliore in campo, cori irripetibili ('Sei uno zingaro') dagli incivili tifosi bergamaschi.

(Il Romanista)

ULTRAS NEL BENE E NEL MALE. RECENSIONE DI SPORTPEOPLE
Periodo piuttosto magro, la repressione colpisce anche la piccola stampa specializzata, sia direttamente che indirettamente: direttamente per le sempre più rigide norme imposte dalla Lega Calcio per l’acceso ai campi di A e B a quanti, se non interessati da alcun lucro sulla fede dei tifosi, fanno davvero fatica a stare in pari con le spese imposte; di rimbalzo invece, per i divieti che hanno sradicato striscioni, fumogeni, bandiere, tamburi e persino la possibilità di movimento in trasferta e che, come diretta conseguenza, hanno finito per impoverire la quantità e la qualità del materiale inerente il mondo ultras.
In netta controtendenza con tutto ciò, qualche settimana fa ha visto la luce su “Current tv”, una tv di inchiesta raggiungibile al canale 130 del bouquet Sky, il documentario “Ultras nel bene e nel male”, approfondimento che, al netto dei pregiudizi, ha cercato di capire e dare
un’idea su cosa muova migliaia di italiani nel fine settimana, ma anche durante la settimana stessa, dietro una passione spesso così eccessiva, spesso così mal interpretata, sempre vilipesa sotto cumuli di luoghi comune e di informazione spazzatura dei media cosiddetti “mainstream”, forse più interessati ad ossequiare i vertici dell’Azienda Calcio che non a rispettare la base sociale, povera e senza voce di questa piramide economica, dalla quale però dipendono le sue ricchezze e che meriterebbe almeno lo sforzo di essere compresa. A rimediare alla mancanza ci pensa questo piccolo ma onesto canale, il servizio oltretutto è ancora e gratuitamente visionabile in rete all’indirizzo http://current.com/items/91316372_ultras-n...-e-nel-male.htm. A curare questo documentario, della durata di circa trentacinque minuti, è Domenico Mungo, firma di spessore e garanzia per i frequentatori delle Curve, ai quali era già noto per alcuni lavori letterari ambientati nello stadio quali “Sensomutanti” e “Cani sciolti”. L’autore ha però sfruttato la sua contiguità al mondo ultras sì per raccontarlo il più da vicino possibile, ma senza ripetere a parti invertite l’errore del giornalista medio, ossia di trincerarsi in un faziosismo di maniera che non avrebbe portato a nulla se non a lasciare chiuse in compartimenti stagni queste realtà prossime ma incomunicanti, ognuna ferma nella propria ragioni, che rischiano di diventare inutili senza il confronto. Merito a Domenico che ha schivato con grande perizia le insidie ed ha saputo fornire uno spaccato a 360 gradi, dando pari spazio e pari dignità ed autorevolezza persino ai rappresentanti delle tanto vituperate Forze dell’Ordine nella persona di Roberto Massucci, segretario dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive. Ognuno insomma con la sua verità, anche all’interno dello stesso mondo ultras presentato in ognuna delle sue diverse sfaccettature, da Roberto Lospinoso degli Ultras Granata a Vincenzo Abbatantuono dei Bravi Ragazzi Juve, da “A. C.” ultras viola che non si lascia riprendere nemmeno in volto a Fabrizio Toffolo degli Irriducibili Lazio che ha fatto del merchandising un proprio credo. In così poco spazio ce n’è ancora anche per qualche dettaglio giuridico-legale del sempiterno Lorenzo Contucci e ne esce brillantemente persino Carlo Bonini in veste di rappresentante dei giornalisti, tanto che devo tornare indietro e controllare se –come mi ricordavo- fosse stato lui a scrivere su “La Repubblica” di fantomatici e super-segreti raduni neo-nazisti per pianificare attentati ai Mondiali di Germania ai quali avrebbero partecipato anche gli Ultras di Marsiglia …che forse il “Che” Guevara sullo striscione ce l’hanno per depistare (per la cronaca: sì, ricordavo bene, era lui…e gli attentati neo-nazisti al Mondiale ovviamente non sono mai avvenuti).
Quello che si offre allo spettatore è uno spaccato molto variegato, quasi sorprendente nella completezza per il breve lasso di tempo in cui si svolge; nemmeno il montaggio lascia minimamente il campo a dubbi sulla maliziosità, non ci sono mai interventi montati in contraddizione con i precedenti (a parte forse nel caso di Masucci), viene insomma lasciata la libertà assoluta tanto a chi si esprime quanto poi consequenzialmente a chi osserva e ascolta di farsi una propria opinione al riguardo basandosi su una tale serie di dati soggettivi che, messi tutti insieme, rendono questo documentario assolutamente oggettivo, credibile e di pregevole fattura. Rimanendo in tema di montaggio, a curare il tutto, riprese incluse, è Andrea De Taddeo che riesce a dare dinamicità e brio ad una serie di interventi parlati che, se lasciati troppo isolati e non opportunamente intervallati, rischiavano anche di cadere in una certa pesantezza; l’unico neo è che, da un certo punto in poi, le immagini diventano ripetitive ma è sicuramente trascurabile in un lavoro che comunque è e resta meritevole appieno.
Un plauso a Domenico Mungo anche per l’intervento diretto all’interno dell’inchiesta stessa: per quanti altri documentari del genere abbia già visto in precedenza, per quanti libri abbia letto, passando anche dai più pertinenti scrittori come Desmond Morris o Valerio Marchi, una teoria come quella da lui stesso espressa ancora non mi era arrivata ed è tutt’altro che banale o di poco conto: “All’indomani dell’8 settembre 1943 su 110 Prefetti nominati da Mussolini ben 104 rimasero al proprio posto, questo ha sistematizzato una cultura fondamentalmente anti-democratica che s’è materializzata nella repressione sistematica delle piazze, delle fabbriche e anche degli stadi”. Insomma, tutta quella che è la gestione politica degli Interni e dell’Ordine Pubblico, non ha mai storicamente svoltato dall’epoca in cui in n Italia vigeva la dittatura e quella degli Ultras può a pieno titolo ritenersi una delle ultime valvole di insubordinazione e ribellione ad un esercizio di potere spesso spropositato e abusato. Gli ultras sono in definitiva un intralcio verso la definitiva ascesi delle moderne Demo-dittature, dal volto sorridente e pulito quando promettono strenne e bom-bon ai propri elettori, ma pronte ad affogarli nel sangue quando questi hanno ormai già delegato il potere con il voto e hanno ancora l’ardire di rivendicare diritti, che siano nello stadio, nella piazza o sul posto di lavoro magari negato.
A cura di Matteo Falcone


Liberazione Animale. Molte persone riconoscono queste due parole, pochi capiscono il loro reale significato. Perché se lo capissero farebbero subito qualcosa di concreto.
Quando parliamo di vincere la causa della liberazione animale, intendiamo proprio questo. Lottare per questo, andare in prigione per questo, vincere. Non perdete tempo a parlarne, bevendo birra al pub o mangiando polpette vegetali. Andate là fuori e vincete! Per alcuni di noi la causa della liberazione animale è una guerra che intendiamo vincere. Se falliremo sarà perché non abbiamo dato il massimo o perché non ci abbiamo creduto abbastanza. Per alcuni di noi le lacrime sono vere, il cuore si spezza veramente e si è pronti a morire per vincere questa guerra. Se non si agisce si giustifica... se non si combatte, non si vince. E se non si vince si è responsabili delle morti e delle sofferenze che continuano a ripetersi all'infinito... Agli animali non importa niente di come noi intendiamo vincere o perché, tutto ciò che vogliono è avere indietro la loro vita, la loro libertà Ora!




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Dopo i disordini di ieri allo stadio "Benelli" con due petardi scoppiati nel settore distinti e in curva ospiti, la Digos ha acquisito le immagini delle telecamere di sicurezza e avviato degli accertamenti. Intanto il malumore dei tifosi giallorossi arriva alla società via email

RAVENNA - Per i disordini di cui sono stati protagonisti ieri sugli spalti dello stadio "Benelli", alcuni tifosi del Cosenza potrebbero presto pagarne le conseguenze con denunce e diffide. La polizia ha avviato una serie di accertamenti acquisendo le riprese video delle telecamere di sicurezza. Sarà compito degli agenti Digos (divisione investigazioni generali e operazioni speciali) accertare se tra quelle immagini ci sono prove a carico di ultras rossoblù per il comportamento tenuto durante la gara della quindicesima giornata del campionato di Prima divisione.
L’attenzione degli investigatori è concentrata in particolare su due petardi (scoppiati all’inizio del secondo tempo, uno in curva ospiti e uno nei distinti) e uno striscione (esposto dai calabresi senza autorizzazione) sfuggiti durante le operazioni di filtraggio compiute dalla polizia davanti ai cancelli dello stadio.
Circa una sessantina di tifosi del Cosenza sono arrivati in città senza biglietto. La normativa in materia di ordine pubblico negli stadi prevede che la vendita dei biglietti per il settore ospiti sia aperta fino al giorno prima della gara mentre per tutti gli altri settori sia aperta anche il giorno stesso della gara, fino al fischio d’inizio. Di fronte all’impossibilità di entrare in curva sud unendosi ai compagni di fede già provvisti di biglietto, i sessanta si sono divisi: una ventina hanno scelto di non entrare mentre una quarantina hanno scelto di entrare nei distinti dove per i supporter in trasferta esiste una zona riservata ma non fisicamente separata da quelli locali e la cui gestione compete agli steward (le forze dell’ordine intervengono solo in caso di scontri).
Proprio nel settore distinti si sono verificati gli episodi che hanno sollevato maggiore preoccupazione. Tra giallorossi e rossoblù sarebbero volati insulti e provocazioni come evidenziato dalle fotografia allegate e come testimonia Denis, un tifoso ravennate (abbonato al settore distinti) che ha inviato una email di proteste alle redazioni dei quotidiani locali e alla segreteria del club bizantino: "Non è piacevole vedere che qualche tifoso avversario che scavalca le transenne dei distinti e comincia a minacciare e offendere il pubblico ravennate". E su quei petardi sfuggiti al controllo prima dell’ingresso, il tifoso la butta sull’ironia: "E dire che a me la polizia ormai perquisisce anche la piadina al prosciutto e formaggio". Infine una toccatina al presidente Gianni Fabbri: "Lo capisco quando dice che vorrebbe più tifosi allo stadio ma quando dei genitori vedono gli occhi spaventati dei loro figli, capisco anche perché molta gente resta a casa".

MANO PESANTE
— BERGAMO —
MANO PESANTE del giudice nei confronti di tre ultrà atalantini di 28 anni, residenti in città, colpiti da “Daspo” (cioè il divieto di recarsi allo stadio) che il 14 aprile 2007 erano stati sorpresi vicino a un bar di viale Giulio Cesare, poco distante dallo stadio, in occasione dell’incontro di calcio Albinoleffe- Piacenza. Notati e fotografati dalla polizia, i tre sono stati indagati e processati. E il 26 novembre è arrivata la sentenza: 1 anno e 10 mila euro di multa per due di loro (considerato che hanno dei precedenti), 8 mesi e 8 mila euro di multa per il terzo, in incensurato.
I tre ultrà in occasione della partita Atalanta-Torino del 26 novembre 2006, erano stati coinvolti nella una violenta sassaiola avvenuta fuori dallo stadio tra le opposte tifoserie. Erano intervenuti gli agenti della Digos e fra i fermati c’erano anche i tre ragazzi. Da lì i provvedimenti nei loro confronti, con il “Daspo” di tre anni per tutti e tre. Nonostante il divieto, però, il 14 aprile di quest’anno i tifosi si sono recati ugualmente allo stadio. Ma la violazione è costata loro una condanna.


Liberazione Animale. Molte persone riconoscono queste due parole, pochi capiscono il loro reale significato. Perché se lo capissero farebbero subito qualcosa di concreto.
Quando parliamo di vincere la causa della liberazione animale, intendiamo proprio questo. Lottare per questo, andare in prigione per questo, vincere. Non perdete tempo a parlarne, bevendo birra al pub o mangiando polpette vegetali. Andate là fuori e vincete! Per alcuni di noi la causa della liberazione animale è una guerra che intendiamo vincere. Se falliremo sarà perché non abbiamo dato il massimo o perché non ci abbiamo creduto abbastanza. Per alcuni di noi le lacrime sono vere, il cuore si spezza veramente e si è pronti a morire per vincere questa guerra. Se non si agisce si giustifica... se non si combatte, non si vince. E se non si vince si è responsabili delle morti e delle sofferenze che continuano a ripetersi all'infinito... Agli animali non importa niente di come noi intendiamo vincere o perché, tutto ciò che vogliono è avere indietro la loro vita, la loro libertà Ora!




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